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Cosa Visitare all'Elba: Minerali e Rocce

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Per 30 secoli rocce e minerali hanno caratterizzato l'economia dell'Isola d'Elba il cui ferro serviva per forgiare le armi di Etruschi e Romani e il cui granito adornava palazzi e templi. Di seguito una piccola selezione di cosa è consigliabile visitare durante le gite scolastiche e viaggi d'istruzione relativamente ai minerali e alla geologia dell'Isola d'Elba.

Miniere di ferro e cave di granito dell'Isola d'Elba

Con la chiusura delle miniere avvenute tra il 1950 e il 1980, si pensò di creare un Parco Minerario e Mineralogico con lo scopo di creare nuovi posti di lavoro e preservare i giacimenti e il territorio, in caso di una possibile riapertura degli stabilimenti estrattivi. In seguito alla nascita del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, l’idea fu ripresa e si decise di tutelare le zone di Rio Marina, Capoliveri, Porto Azzurro, affidandole alla società del Parco Minerario dell’Isola d’Elba. Da allora sono stati creati itinerari per le visite guidati e musei e sono stati raccolti moltissimi campioni di minerali. I visitatori possono intraprendere emozionanti escursioni, grazie ad esperte guide ambientali a piedi o tramite un trenino nelle zone di Rio Marina, Rio Albano e Capoliveri. Le visite alle miniere servono a comprendere l’importanza del ferro e delle attività estrattive sul territorio elbano. Il percorso del trenino è poi particolarmente indicato per l’attività didattica, esso infatti aiuta ad apprendere nozioni sulla storia dell’Elba, sulle miniere e le caratteristiche dei suoi minerali, in modo divertente.

 

Miniera del Ginevro - Capoliveri

L’Isola d’Elba è un territorio, formato da una gran varietà di minerali, ed è per questo che sull’isola sono stati istituiti diversi musei mineralogici, ma non solo, sull’Isola vi sono anche alcune miniere da visitare, sparse sul territorio. In seguito alla loro chiusura e alla cessazione delle attività d’estrazione, esse sono diventate un importante polo d’attrazione turistica. Nota è quella del Ginevro chiusa nel 1981, nella zona di Capoliveri a 6 km da quella di Calamita, che oggi fa parte, del parco minerario, nella quale si trovano Ilvaite, Granato, Tormalina, Epitomo Rimanendo in superficie non è possibile vedere molto, in quanto la maggior parte degli scavi a partire dagli anni 60 avvennero sottoterra, grazie anche ad un moderno un pozzo d'estrazione costruito da tecnici tedeschi. La miniera del Ginevro si snoda per circa 5 km e ed è suddivisa in tre livelli, dei quali solamente il primo è accessibile ai visitatori. Al primo livello aperto al pubblico il visitatore rimarrà incantato alla vista dello splendido laghetto dal colore rosso e potrà seguire la vita dei minatori nella loro stanza per il pranzo, osservare vecchi vagoni ormai in disuso e gli strumenti utilizzati sul luogo di lavoro. Scendendo ancora nel secondo settore, non visitabile a – 24 m, le pareti causa dell’acqua assumono una colorazione rosso arancio lungo di esse si possono notare ossidi. Le gallerie si succedono in modo simile a quelle del primo piano, con strumenti di lavoro abbandonati qua e in là, oramai non più utilizzabili. Il terzo livello è il più profondo a ben –54 m, ma è anche il più grande rispetto agli altri due con gallerie spaziose e vagoni di dimensioni lievemente maggiori di quelli incontrati ai piani superiori. Oltre a questo vi sono
un impianto di frantumazione, un ascensore e uno spazio adibito a rimessa per le motrici dei convogli e il fronte di coltivazione.

 

Museo dei Minerali dell’Elba e dell’Arte Mineraria – Rio Marina

Museo che rientra nell'ambito del progetto del Parco Minerario, allestito all’interno del Palazzo Burò, nel centro del paese di Rio Marina, era un tempo l’edificio che ospitava la Direzione delle Miniere. Le sezioni del Museo sono dedicate alle varie tipologie di minerali elbani, ma non solo. Oltre ai minerali i visitatori possono ammirare foto delle parti di Rio Marina e Capoliveri, e aree a grandezza naturale che rappresentano un’officina di fabbri, parti delle miniere di Rio, il riparo di un minatore, una galleria e vecchi macchinari.

 

Museo Archeologico del distretto minerario – Rio nell’Elba

Il museo nato da poco, si colloca nell’edificio del Barcocaio, nel centro di Rio nell’Elba. Il tema centrale sul quale focalizza il percorso è lo sfruttamento dei giacimenti minerari e copre un arco di tempo che va dal età del bronzo fino al medioevo. Il museo suddiviso in due piani è collegato attraverso vetrine a torretta. Il percorso inizia dal primo piano dove si trovano materiali che provengono dalla grotta di San Giuseppe a Rio nell’Elba, dove vi abitavano alcune popolazioni, che utilizzavano il rame di quella zona. Proseguendo si trovano oggetti di corredi funerari, e anche reperti in osso come alcune armi e oggetti in metallo. Dell’età del ferro, vi sono alcuni ritrovamenti di Monte Castello, del Volterraio e alcuni reperti della collezione Foresi. Nella piano inferiore vi è un’area dedicata sempre al ferro e agli etruschi, materiali del museo archeologico di Firenze e alcuni reperti estratti dal complesso di San Bennato. A testimonianza del Medioevo vi sono ritrovamenti degli scavi nella zona di Rio nell’Elba.

 

La Piccola Miniera – Porto Azzurro

La struttura della Piccola Miniera, si trova fuori Porto Azzurro. La prima parte si compone di una sala espositiva che mostra i diversi prodotti ottenuti dalla lavorazione delle pietre e un laboratorio artigianale, dove si apprende come vengono realizzati. Nella stessa aerea si trova anche una mostra dei minerali in vendita. Proseguendo ecco la parte più caratteristica della piccola miniera, dove i ragazzi possono apprendere senza annoiarsi, ovvero la visita ad una fedele riproduzione degli ambienti sotterranei, nei quali per molti anni, i minatori della nostra Isola hanno lavorato. Il tour avviene a bordo di un trenino, osservando le fasi dell’attività estrattive e squarci di vita dei minatori, con una voce che fa da guida e accompagna il percorso, della durata di un quarto d’ora circa.  La visita procede con il museo etrusco, con 19 bacheche espositive, alcuni affreschi e la riproduzione di quattro forni; il loro funzionamento viene mostrato tramite un video. Nell’area successiva vi è il Museo Cities con reperti animali per poi concludere il percorso con una sosta al banco degustazione con prodotti tipici elbani.

 

Cave di granito (moderne e antiche)

Il granito è una delle risorse geologiche più importanti dell’isola d'Elba. Gia gli Etruschi e poi i Romani sfruttarono questa ricchezza per abbellire le loro costruzioni. Le antiche cave si trovano principalmente sul versante sud sopra gli abitati di Cavoli, Seccheto e Pomonte. Passeggiando sui sentieri troviamo un masso di granito stranamente lavorato che assomiglia ad una nave, incompleto e abbandonato,  una maestosa colonna lunga circa 8–9 metri con un diametro di più di un metro a prima vista pare completamente finita nella parte superiore e nelle laterali, invece nella parte inferiore è ancora aderente al masso, ed altre colonne appena sbozzate. E' affascinante visitare le cave antiche con l'ausilio di una guida ambientale che spiegherà le antiche modalità di lavorazione e soprattutto del trasporto di questi enormi e pesantissimi manufatti che dalle alture dove si trovano le cave, venivano condotti sulle mulattiere fino alle navi per il trasporto a destinazione. Attualmente solo due cave di granito sono attive e si trovano sopra l’abitato di San Piero, dove abili scalpellini, oggi aiutati dalla tecnologia, realizzano manufatti destinati per lo più al mercato locale; e possibile assistere alle lavorazioni e alle illustrazioni del taglio dei blocchi.

 

Museo del granito

Nel paese di San Piero, nel cuore delle cave di granito, possiamo visitare il Museo del Granito. Al suo interno si trova una mostra fotografica di circa 100 foto del passato che testimoniano i metodi di lavorazione e di estrazione della roccia e manufatti risalenti all’inizio del XX secolo ed illustrazioni su modalità di estrazione, lavorazione e trasporto dell'epoca romana e medievale.